{"id":697,"date":"2019-05-28T09:38:48","date_gmt":"2019-05-28T08:38:48","guid":{"rendered":"https:\/\/servizilegali.org\/?p=697"},"modified":"2019-05-28T09:38:48","modified_gmt":"2019-05-28T08:38:48","slug":"cassazione-10mila-euro-di-multa-per-chi-non-fa-curare-il-cane","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/servizilegali.org\/?p=697","title":{"rendered":"CASSAZIONE: 10MILA EURO DI MULTA PER CHI NON FA CURARE IL CANE"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-698\" src=\"https:\/\/servizilegali.org\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Maltrattamento-animali.jpg\" alt=\"\" width=\"277\" height=\"182\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Paga una maximulta da 10mila euro il padrone che non fa curare il proprio cane. Si tratta di una condotta infatti che va ben oltre la trascuratezza e che integra il reato di maltrattamento di animali. \u00c8 quanto ha sancito la Suprema Corte con la sentenza n. 22579\/2019 condannando in via definitiva un 42enne leccese per il reato di cui all&#8217;art. 544-ter c.p.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La vicenda<\/strong> &#8211; Nella vicenda, la Corte d&#8217;appello di Bologna, in parziale riforma della sentenza di primo grado, riduceva la pena irrogata all&#8217;uomo in 10mila euro di multa, relativamente al reato di maltrattamento di animali, in quanto in qualit\u00e0 di proprietario di un cane meticcio femmina &#8220;ometteva di adottare i provvedimenti necessari ad assicurare il benessere e la salute dello stesso animale, mettendone in pericolo la sua sopravvivenza&#8221;.<br \/>\nIl povero cane veniva rinvenuto infatti dagli operatori del canile &#8220;vagante e in pessime condizioni di salute&#8221;, con &#8220;vari tumori mammari di grosse dimensioni e ulcerati&#8221; oltre a dermatiti in varie zone del corpo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A nulla serve il ricorso del padrone che lamenta la mancanza di qualsiasi prova della volont\u00e0 della condotta, limitata all&#8217;omissione di cure in quanto non essendo veterinario non si era reso conto della gravit\u00e0 della malattia del proprio cane e adducendo il tutto solo a &#8220;trascuratezza&#8221; e non certo alla volont\u00e0 di cagionare sofferenza e malattia al proprio pet.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Reato non portare il cane dal veterinario<\/strong> &#8211;\u00a0La Cassazione, infatti, non \u00e8 d&#8217;accordo. Nel caso di specie, la condotta del padrone \u00e8 stata tenuta con dolo generico, senza necessit\u00e0, come adeguatamente motivato dal giudice d&#8217;appello.\u00a0Il ricorrente con il suo comportamento omissivo, ovvero con totale abbandono ed incuria del cane aveva cagionato notevoli sofferenze all&#8217;animale tanto da rendere necessario un immediato intervento chirurgico; e la malattia era del resto presente da molto tempo. La mancata sottoposizione del cane ad idonee cure aveva comportato sicuramente gravi sofferenze per lo stesso e tale comportamento deve ritenersi senz&#8217;altro doloso, intenzionale, non gi\u00e0 colposo. E anche se la malattia non \u00e8 stata cagionata dal ricorrente, ci\u00f2 che rileva \u00e8 il suo aggravamento, data la mancata sottoposizione ad adeguate cure per limitarla o debellarla, configurando perci\u00f2 le lesioni rilevanti ex art. 544 ter cod. pen.<\/p>\n<p><strong>Il principio di diritto<\/strong> &#8211;\u00a0Per cui gli Ermellini, rigettano il ricorso e formulano il seguente principio di diritto: \u00abConfigura la lesione rilevante per il delitto di maltrattamento di animali, art. 544 ter, in relazione all&#8217;art. 582, cod. pen., l&#8217;omessa cura di una malattia che determina il protrarsi della patologia con un significativo aggravamento fonte di sofferenze e di un&#8217;apprezzabile compromissione dell&#8217;integrit\u00e0 dell&#8217;animale\u00bb.<\/p>\n<p><em>Fonte: https:\/\/www.diritto24.ilsole24ore.com \u2013 Pubblicato il 24 Maggio 2019 | di\u00a0Marina Crisafi<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Paga una maximulta da 10mila euro il padrone che non fa curare il proprio cane. 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